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Aritzo

Comune in Provincia di Nuoro di 1221 abitanti situato nella Barbagia di Belvì a 796 mt sul livello del mare, dista circa 68 km da Nuoro

Il comune è noto in Sardegna soprattutto come centro di villeggiatura montana sia estivo che invernale vista la posizione strategica ai piedi del monte Gennargentu, il suo nome Artizo, potrebbe risalire ai ricci del castagno , pianta molto presente nella zona (castagno in basco si dice areitzharitz)

DA VISITARE

Parrocchiale di san Michele arcangelo   di origine cinquecentesca la cui parte più antica risale al XI secolo . Il restauro del 1917 le ha conferito eleganza e maestosità, lasciando intatte le parti gotico-aragonesi (XIV-XV). All’interno custodisce una miriade di opere d’arte: dipinti, statue, organo settecentesco e altare in marmi policromi.

Chiesa di santa Maria della neve chiesetta campestre probabilmente risaliva al Seicento ma non si hanno notizie certe riguardo l’origine dell’antica chiesa dedicata a Santa Maria ‘e su Nie, venne ricostruita intorno al 1925 su un edificio preesistente.

Chiesa di Sant’Antonio di Padova  chiesetta campestre a navata unica, campanile a vela e sacrestia laterale. Edificata intorno al XV secolo.

SISTEMA ECOMUSEALE MUSEO DELLA MONTAGNA museo etnografico di Aritzo è una componente indissolubile del tessuto sociale e abitativo, del territorio e del patrimonio naturalistico E per questo motivo è stato definito anche “eco-museo`
CASA DEVILLA
un complesso architettonico che conserva intatto il nucleo originario che può essere datato intorno al XVII secolo e nel cortile interno venne ucciso il poeta Bachisio Sulis
MUSEO ANTONIO MURA Il museo è dedicato al pittore, ritrattista e incisore Antonio Mura. Artista completo, sia per preparazione professionale che per adeguata cultura, si distinse nell’esecuzione di opere sacre, seguendo la sua ispirazione profondamente religiosa.
SA BOVIDA PRIGIONI SPAGNOLE ex prigioni spagnole del 1600 dove nel 1793 vennero rinchiusi alcuni ufficiali francesi grazie alla massima sicurezza dell’edificio
CASTELLO ARANGINO, fatto costruire nel 1917 in stile neogotico dal cavalier Vincenzo Arangino.

TACCO DI TEXILE  uno dei più noti tacchi che caratterizzano il paesaggio del sud della Barbagia e dell’Ogliastra. I tacchi sono aridi e isolati altopiani che contribuiscono con il loro aspetto a rimarcare il carattere aspro del territorio.

FONTANA DI SANT’ANTONI Sorgente che sgorga nella parte sud di Aritzo

PARCO PASTISSU Parco comunale che racchiude una porzione di bosco originario di questa zona della regione storica della Barbagia. Al suo interno si trovano piante di castagno, roverella, leccio, agrifoglio e pino. All’interno dell’area del parco si trova inoltre il Museo Etnografico della Montagna Sarda

DOMUS DE JANAS DI IS FORROS testimoni di una storia che risale fin dal Neolitico per continuare poi con la grande epopea nuragica dell’età del Bronzo di cui rimangono le straordinarie tombe dei giganti in località Su Carragione.

LE NEVIERIE situate in località Funtana Cungiada a circa 1300 m tra felci e ginepri, non lontano dalla chiesa di Santa Maria della Neve.
Le neviere o case della neve (“domos de su nie”) sono pozzi circolari profondi parecchi metri e resi visibili all’esterno attraverso muretti a secco. Esse sono situate lungo i canaloni, dove la neve si depositava, permettendone la raccolta con secchi e cestini. Il prezioso carico veniva poi stivato nella neviera mediante dei pali e ricoperto con uno stato protettivo di paglia, felci e terra. Durante l’estate, blocchi di ghiaccio venivano trasportati nelle varie località isolane per le feste paesane dov’era prodotta “sa carapigna”, una specie di sorbetto al limone precursore degli odierni gelati.
Dalla metà del Seicento il fisco spagnolo deteneva il monopolio della neve, imponendo tasse sull’attività che è durata fino all’impianto della prima fabbrica di ghiaccio di Cagliari alla fine dell’Ottocento.

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